“Il futuro della Puglia nasce anche dalla scelta di ridurre le fonti inquinanti. E sul tavolo c’è, ancora aperto, il negoziato con Enel per la centrale di Cerano.
Sono in discussione temi quali la riduzione dell’inquinamento e i ritorni economici per il territorio sottoposto a stress ambientale, ma il Salento, anche per sue responsabilità, fino ad oggi è stato escluso da ogni decisione, per cui mentre a Brindisi si discute anche di quanto e come viene inquinato il nord Salento Lecce non c’è.
Per me si tratta di di continuare una battaglia decennale: rivendicare la partecipazione del Salento alla stesura della nuova convezione con la società energetica, così come deciso dal Consiglio regionale nel 2007 quanto fu approvato un mio ordine del giorno.
O ci dobbiamo accontentare di inalare e respirare polveri sottili, SO2 e NOX e stare pure zitti? Visto che la centrale di Cerano è a ridosso della provincia di Lecce e le emissioni massiche ricadono anche sul Nord Salento?
I temi oggetto della convenzione sono importanti e segneranno la situazione ambientale del Grande Salento per i prossimi anni.
Si è cominciato a discutere di quanto ridurre le emissioni sia di CO 2 e di altri inquinanti e di coprire finalmente il carbonile.
Ma c’è da decidere la percentuale di riduzione della quantità di carbone che si brucia, nonché dei ritorni economici sul territorio che, opportunamente, sono stati sollecitati dal presidente Ferrarese per la sua provincia.
Ecco perché chiederò immediatamente al presidente Vendola di attivarsi per consentire anche alla provincia di Lecce di partecipare con pari dignità alla trattativa con Enel.
Noi abbiamo già detto un gran bel NO al nucleare, ma adesso bisogna affrontare il tema di quello che c’è già, la centrale a carbone di Cerano, e lavorare per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.
Lecce, 16 marzo 2010 Antonio Maniglio


